...manca poco.
Presto l'errante avrà una casa tutta nuova.
Fuori da qui, purtroppo, ma sempre a un tiro di schioppo.
Se qualcuno ha sentito la mia mancanza, si consoli.
A presto,
M.
- guarda quello, ci taglia la strada!
- ho visto.
- e quello, dove va?
- mah.
- e quello? la precedenza era nostra!
- già.
- ...
- ...
- cavolo, la gente in macchina il fine settimana si rincoglionisce!
- no amore, la gente è rincoglionita comunque: è solo che il fine settimana esce.
...dovremmo quantomeno ammettere l'ipotesi che il cielo sia una porzione di piano delimitata da una spezzata chiusa...

...ieri mi fumavo la mia pausa sigaretta sul marciapiede, davanti a due cassonetti.
Uno diceva "SOLO RIFIUTO SECCO", l'altro "SOLO RIFIUTO UMIDO".
Ora, i rifiuti secchi li ho presente: sono quelli che non lasciano adito a illusioni.
Credo che tutti noi ne abbiamo avuto, chi più chi meno, esperirenza.
E' con quelli umidi che ho un po' di difficoltà: se una donna ti risponde con un rifiuto umido, vuol dire sì?
...perché questa lunga assenza? Mi piacerebbe assumere il tono suggestivo che dei sopravvissuti, degli uomini di mondo al ritorno da paesi lontani. E forse non mentirei.
Certo da qualche parte sono stato, in questi mesi, ma del mio viaggio non conservo cartoline, o foto in posa con paesaggi memorabili sullo sfondo. Sono sempre stato qui, dove sono sempre stato, dovo forse resterò fino alla fine, se avrò la fortuna di decidere.
Dentro di me, ho viaggiato. Ho viaggiato nel pensiero e ho viaggiato nel tempo. Che ho fatto? Niente di che, ho solo lavorato molto, come fanno quasi tutti. Solo che per me, per quello che ho alle spalle, questi mesi sono stati un'esperienza nuova. Una prova, se vogliamo. E quindi ho dovuto aspettare, chiudere le finestre che danno sul blog, e su molti altri versanti della mia vita.
Ho raccolto le energie e la concentrazione per affrontare senza interferenze la vita, che mi veniva somministrata in assaggi sempre più consistenti e duri da ingoiare. A sono sceso e sono salito, e ho sperato e disperato, creato qualcosa che prima non c'era e visto crescere, e muovere i primi passi e metterne alcuni in fallo, e cadere e rialzarsi. Un tuffo al cuore, ogni volta che qualcuno mi chiamava con la frase magica ("abbiamo un probema").
E poi di nuovo, e poi di nuovo, e poi di nuovo. E alla fine sono arrivato dove volevo arrivare: a capire che l'entità delle difficoltà cambia nel tempo, e i problemi sembrano, ogni anno in più, un po' più grandi, un po' da adulti.
Ma ogni anno che passa, col crescere dei problemi, cresciamo noi, e i problemi giocano abbastanza pulito, crescendo al pari di quanto cresciamo noi.
Allora ogni tuffo al cuore diventa passaggio obbligato, quasi fisiologia, metabolismo della responsabilità. Un attimo dopo, lo sconforto non c'è più, e stai già di vedetta a interrogare l'orizzonte, a caccia di soluzioni, perché è scritto nel problema stesso che una soluzione dev'esserci. Se c'erano gli elementi per creare un errore, ci sono quelli per la correzione.
Solo che tutto questo andava provato, per saperlo. Ora lo so. Meglio, lo ri-so. Continuo a sapere quel che conta. Continuo a ricordare che vale sempre la pena, per quanto nulla sia mai perfetto.
Ho aspettato, lasciando questo blog in letargo, perché sento una responsabilità nei suoi confronti. L'ho aperto con un intento: avevo, patologia esiziale quanto diffusa, un messaggio.
Ora posso ricominciare a scrivere su questa pagina, perché i motivi per cui sono salito su questa scogliera restano validi: per quanto scura sia la notte sotto di te, per quanto paurosa sia la tempesta che imperversa sulle onde, volare sul mare è sempre la gioia più grande, se sei nato per volare...
...siate pazienti come Giobbe...
...sono quei periodi in cui la realtà sembra prendere le distanze da te. O viceversa, presumo. Quelle giornate passate rincorrendo la coda di scadenze che ti sei dato da solo, credendo con questo di fare il tuo dovere, caricandoti sulle spalle il peso di ritmi di lavoro, complicazioni e obiettivi da raggiungere che solo per una minima parte rientrano sotto il tuo controllo.
Il resto, come spesso accade, rientra nella sfera del caos, dell'incontrollabile interazione fra variabili di cui neanche sospetti l'esistenza.
Nel caos si nasconde il germe dell'ordine? Possiamo con le nostre azioni fendere il disordine come Mosé di fronte al mar rosso, e fare, davvero, ordine?
Mi sorprende, talvolta, l'ambizione degli uomini di far luce nelle tenebre, di distinguere falso da vero, giusto da ingiusto, possibile da impossibile.
Mi sorprende, e, inesorabilmente, mi attira.
Ci finisco dentro con regolarità impressionante, in questa girandola di buoni propositi. Volontà di autodisciplina, direi.
Ognuno di noi fa quel che può per non pensare alla morte...
...il paesaggio è della migliore tradizione. Sono sul pontile che si addentra nel mare d'autunno, immerso fino alle ginocchia nell'acqua già fredda. Stanno seduti, le gambe incrociate, con una birra economica in lattina da mezzo. Chiacchierano. Del più e del meno, per lo più.
Di quando in quando, se il metro scarso di distanza che li separa si fa insopportabile, uno dei due si china sull'altro, raccoglie le labbra per proiettare in avanti un bacio, che si va a spegnere di volta in volta su una guancia, una fronte, un naso. A volte, persino, si scontra con un altro bacio, che avanza in direzione opposta.
Uno dei due fissa il riverbero della luna fra le onde. Si incanta, per un istante, fra tutti quei dischi di luce gialla che si rincorrono appaiati, sui due lati dell'onda. Finiscono sempre per toccarsi, immagini speculari dello stesso astro, e ad ogni riflesso che si sdoppia una nuova coppia si fonde sul lato opposto dell'increspatura. Poi parla:
-"Vedi? Siamo come queste piccole lune, noialtri. Siamo il riflesso di qualcosa di molto più grande di noi, qualcosa che non potremo raggiungere senza smettere di essere quel che siamo. E allora, per non struggerci nel desiderio, andiamo a unirci ad altri riflessi come noi, per sentirci meno soli, per trovare nelle nostre lune gemelle l'immagine della grande luna da cui tutti discendiamo..."
-"Già, non possiamo vivere che così. Il senso di tutto, sai, credo che sia proprio che arriveremo in fondo all'orizzonte a due a due..."
...tutte le vidi
le azioni
che si fanno sotto il sole
ed ecco
fumo è tutto
soffio che ha fame...
(Qohélet)
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